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I NOSTRI DINTORNI

Rosso Lampone

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Monastero di San Benedetto

Subiaco (RM)

Consigliamo di visitarlo al mattino presto,all'apertura e sicuramente prima dell'arrivo delle comitive del turismo religioso:certi luoghi,se possibile,dovrebbero essere vissuti ad una certa distanza dalla folla turistica.Difficile nei secoli delle masse,ma almeno é possibile scegliere momenti diversi nella visita.


Presenta opere artistiche di non particolare valore artistico,ma l'insieme del complesso può commuovere.
Se possibile chiedete di visitare la biblioteca,che insieme a S.Scolastica,vanta preziosità.


Ricordatevi di soffermarvi davanti al dipinto di Francesco d'Assisi,sembrerebbe essere il ritratto più fedele storicamente. In ogni caso é affascinante.


Calcolate,per una visita approfondita,magari con l'ausilio della guida rossa del Touring Club,non meno di due ore.
Volendo, previa prenotazione, é possibile mangiare con i monaci, oppure all'interno del monastero nella simpatica saletta riservata agli ospiti.

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Sacro Speco

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Subiaco (RM)

Aggrappato alle montagne , questo Monastero racchiude capolavori che ti avvolgono da ogni lato perché le pareti sono completamente affrescate. Curato e custodito alla perfezione è come una bomboniera. Ogni stanza racconta qualcosa e la grotta di San Benedetto ha una grande forza spirituale che entra nelle ossa, pervade il corpo e la mente di pace e si torna a casa pieni di serenità . Si raggiunge con facilità dopo una breve camminata in salita e il panorama è mozzafiato. É una delle Porte Sante.

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Santuario della Mentorella

Capranica Prenestina (RM)

Un posto incantevole dove la preghiera sale fino al cielo. Posto molto umile dove oltre la preghiera ed i panorami incantevoli non c'è null'altro. Relax completo...

Convento di San Francesco

Convento di San Francesco

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Bellegra (RM)

Sorge a due chilometri da Bellegra, in una suggestiva valle coperta da olivi. 


Secondo un’antica versione della storia del Ritiro, un giorno, nel lontano 1223, frate Francesco, diretto al monastero di San Benedetto (Subiaco) insieme ad alcuni suoi compagni, stanco del lungo viaggio, si fermò nell’allora casa colonica di Monte Casale, appartenente agli stessi monaci sublacensi: piccole strutture del tempo atte a consentire la coltivazione dei terreni circostanti e ad ospitare qualche viandante di passaggio.

 

Francesco restò colpito dalla cornice suggestiva nella quale era immerso il luogo, incastonato nel verde dei castagni e dei faggi della campagna simbruina. Ivi riposò e, quindi, si rimise in viaggio. Giunto al Sacro Speco, dove ancora oggi si conserva un affresco riproducente la sua immagine, ebbe in dono il luogo ove sorge il nostro amato Sacro Ritiro.

 

Tornò, dopo qualche giorno, sui suoi passi e vi si stabilì con i suoi frati. Dal tempo di Francesco d’Assisi trascorsero alcuni secoli lungo i quali i frati consolidarono la loro presenza nella semplicità e nell’umiltà, nella condivisione fraterna e nell’annuncio dell’amore di Cristo, povero e crocifisso. Grazie a quello stile di vita, risposta autentica alla grazia di Dio, Tommaso da Cori maturò la sua santità, seguito da una schiera numerosa di confratelli, tra i quali ricordiamo San Teofilo, i Beati Mariano da Roccacasale e Diego Oddi da Vallinfreda, i Venerabili Filippo da Velletri, Franceschino da Ghisoni e Samuele Farnese.


Un'altra presenza eminente è stata quella di Papa Giovanni XXIII che visitò il Convento di San Francesco di Bellegra il 25 agosto 1959, accolto da numerosi fedeli.

Bellegra (RM)

Sorge a due chilometri da Bellegra, in una suggestiva valle coperta da olivi. 


Secondo un’antica versione della storia del Ritiro, un giorno, nel lontano 1223, frate Francesco, diretto al monastero di San Benedetto (Subiaco) insieme ad alcuni suoi compagni, stanco del lungo viaggio, si fermò nell’allora casa colonica di Monte Casale, appartenente agli stessi monaci sublacensi: piccole strutture del tempo atte a consentire la coltivazione dei terreni circostanti e ad ospitare qualche viandante di passaggio.

 

Francesco restò colpito dalla cornice suggestiva nella quale era immerso il luogo, incastonato nel verde dei castagni e dei faggi della campagna simbruina. Ivi riposò e, quindi, si rimise in viaggio. Giunto al Sacro Speco, dove ancora oggi si conserva un affresco riproducente la sua immagine, ebbe in dono il luogo ove sorge il nostro amato Sacro Ritiro.

 

Tornò, dopo qualche giorno, sui suoi passi e vi si stabilì con i suoi frati. Dal tempo di Francesco d’Assisi trascorsero alcuni secoli lungo i quali i frati consolidarono la loro presenza nella semplicità e nell’umiltà, nella condivisione fraterna e nell’annuncio dell’amore di Cristo, povero e crocifisso. Grazie a quello stile di vita, risposta autentica alla grazia di Dio, Tommaso da Cori maturò la sua santità, seguito da una schiera numerosa di confratelli, tra i quali ricordiamo San Teofilo, i Beati Mariano da Roccacasale e Diego Oddi da Vallinfreda, i Venerabili Filippo da Velletri, Franceschino da Ghisoni e Samuele Farnese.


Un'altra presenza eminente è stata quella di Papa Giovanni XXIII che visitò il Convento di San Francesco di Bellegra il 25 agosto 1959, accolto da numerosi fedeli.

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Santuario di Sant'Anatolia

Santuario di Sant'Anatolia

Gerano (RM)

Ai piedi del paese, in prossimità dell'agriturismo Rossolampone e del bellissimo prato di Santa Anatolia, si erge il primo edificio sacro del luogo ( VI secolo d.C.), dedicato alla Patrona di Gerano.

La chiesa custodisce la statua di Sant’Anatolia, affreschi con la storia della santa e antichi reperti di epoca romana come l’altare e l’acquasantiera. La leggenda di fondazione narra che all’abate Leone III gli fu rivelato in sogno dove si trovavano i corpi di Anatolia e Audace.

A Gerano fece costruire una chiesa dove vennero depositati i corpi. L’edificio attuale fu costruito nel XVI secolo ad una sola navata, copertura a capriate lignee. Sul Prato di S.Anatolia ogni anno, il 9 e 10 luglio, si rinnova la tradizione della festa e fiera di Sant’ Anatolia.

La manifestazione richiama centinaia di gitani che arrivano a Gerano, con colorati abiti tradizionali e preziosi gioielli in oro e corallo, per venerare la loro Santa.

Gerano (RM)

Ai piedi del paese, in prossimità dell'agriturismo Rossolampone e del bellissimo prato di Santa Anatolia, si erge il primo edificio sacro del luogo ( VI secolo d.C.), dedicato alla Patrona di Gerano.

La chiesa custodisce la statua di Sant’Anatolia, affreschi con la storia della santa e antichi reperti di epoca romana come l’altare e l’acquasantiera. La leggenda di fondazione narra che all’abate Leone III gli fu rivelato in sogno dove si trovavano i corpi di Anatolia e Audace.

A Gerano fece costruire una chiesa dove vennero depositati i corpi. L’edificio attuale fu costruito nel XVI secolo ad una sola navata, copertura a capriate lignee. Sul Prato di S.Anatolia ogni anno, il 9 e 10 luglio, si rinnova la tradizione della festa e fiera di Sant’ Anatolia.

La manifestazione richiama centinaia di gitani che arrivano a Gerano, con colorati abiti tradizionali e preziosi gioielli in oro e corallo, per venerare la loro Santa.

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